Wrog, laboratorio politico e zona freestyle2026-10-09T16:18:09+01:00

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RECENSIONE DI SILENT FRIEND

Silent Friend

E piantala! L’espressione, che nel linguaggio comune è una stizzita esortazione a non rompere (gli schemi, la quiete e altre entità più schiettamente espresse), da qualche tempo designa l’invito a gettare semi e ripopolare di verde il nostro esausto pianeta. Un film che presenta un albero come protagonista fa pensare a un manifesto ecologista: ma di teorizzato non c’è proprio nulla, né che concerna i fusti e le cortecce né che riguardi gli esseri umani. (altro…)

25 Settembre 2026|3, Il Nuovo Giudizio Universale|

RECENSIONE RITORNO A BUENOS AIRES

Ritorno a Buenos Aires

Certi temi, per i registi, sono un’ossessione che si portano dentro la mente. Certi altri, invece, li vivono dentro la pelle. Così è per Marco Bechis e la storia dei desaparecidos argentini che, pur nota, rimase un po’ sotto traccia rispetto agli eventi della dittatura cilena e conosce cicli alterni di memoria civile o relativizzazione governativa, con i corrispondenti processi ai criminali o invece le amnistie (e le orride dichiarazioni pubbliche, da ultimo quelle di Milei, che si è riferito alle vittime come effetti collaterali di una guerra sovversiva voluta dai terroristi).
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25 Settembre 2026|4, Il Nuovo Giudizio Universale|

Cari ragazzi che andate in giro con le cuffie

Tutti gli adolescenti, da quando esiste l’adolescenza, hanno la giornata terribilmente piena, anche quando apparentemente non fanno nulla.

Sono in effetti impegnati in quell’esaustivo e sfinente lavoro che è divenire, e quanto meno sanno quali parole seguano questo verbo (perché dire che quanto li occupa è divenire adulti è banale, insufficiente e, dalla loro prospettiva, profondamente sbagliato) tanto più sono assorbiti dal compito. Così si comportano come chiunque debba fare qualcosa di importante: cercano di non essere disturbati mentre la fanno. (altro…)

28 Luglio 2017|6, Limite di velocità|

Catalogo dei mendicanti del centro di Torino

Trattato sulla mendicanza/1

Una è una zingara, di una certa età, non precisamente determinabile. Augura buona fortuna e insinua con discrezione il dubbio che però sia condizionata all’elemosina. Quando prende più confidenza saluta con “Belluzza” o “Belluzzo”.Più volte, del tutto incongruamente, è apparsa in foto su un giornale, mentre tocca una scultura in strada con scritto “Risparmio” (altro…)

24 Febbraio 2022|8, Lo Storiopata|

Se la pressione mediatica spinge al suicidio una persona comune

Il caso della ristoratrice, l’oggetto produttivo dei social, una proposta di riforma mediatica

In questo articolo spiegherò perché tecnicamente il suicidio della ristoratrice Giovanna Pedretti dal punto di vista mediatico (includendo nella definizione sia i media ufficiali che i social) debba considerarsi un successo. E nella parte conclusivo sosterrò, per questa ragione, la necessità di una modifica radicale del sistema mediatico. (altro…)

14 Settembre 2024|11, Limite di velocità|

La ragazza della tipografia

La ragazza della tipografia

Ha la bottega in fondo al vicolo

Ha inchiostro, liquido sorriso,

ha un buon carattere, ha caratteri

di piombo, ha il torchio a stella,

le labbra incise dalla nostalgia.

 

La ragazza della tipografia

Non è bella, come si dice: è un tipo

È tipometrica, ha fragile appetito

Porta la riga, composta è la sua linea,

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1 Luglio 2022|13, Versi, versi pure|

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