Cosa suscita la replica multipla di un volto e un corpo in uno spazio che li caratterizza? Un senso di vertigine, in primo luogo.
Il lavoro di Marco Circhirillo è guidato dall’ossessione per il doppio. Ho letto questa sua interessante riflessione: la fotografia raddoppia la realtà e quindi se fotografo il doppio rafforzo la natura della fotografia e al tempo stesso la nego. In effetti, nella sua serie “Psicotropie”, per sublime visionarietà, non sembra di guardare la stessa immagine più volte ma più volte lo stesso doppio: da qui la vertigine. Incorniciata da Circhirillo nel gusto surrealista e in un’impronta di matrice classica e teatrale, l’identità raggiunge il traguardo del vero solo quando accetta serenamente la sua pluralità. Spettro, maschera, riflesso.
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